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Giardiniere di 50tuners
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Nella prima parte di questo capito abbiamo spiegato cos'è e come funziona un trasduttore. Vediamo adesso di approfondire il discorso per capire in che modo si possono combinare i vari ap per avere una riproduzione il più possibile fedele alle nostre aspettative. Ho detto "alle nostre aspettative", sia ben chiaro, non alla realtÃ*! Questo perchè in auto (ma anche a casa) basta cambiare un nonnulla (un taglio di un crossover, un cavo, il posizionamento di un tweeter, ecc...) per cambiare totalmente la timbrica di un impianto. Quindi io piuttosto che cercare il realismo assoluto preferisco perseguire il raggiungimento della scena sonora che piace a me, perciò è molto importante sentire quanti più impianti possiamo cercando di memorizzare i componenti e i posizionamenti.
Fatta questa doverosa premessa passiamo all'analisi più specifica degli ap. Molti di voi avranno sentito parlare di tweeter, woofer, mid-range, sub, ecc... Molti sapranno giÃ* cosa stanno a significare questi termini ma vediamo più tecnicamente cosa significano. Il nostro ap abbiamo detto che ha la funzione di produrre una certa onda sonora oscillando avanti e indietro. Un qualsiasi oscillatore però ha delle caratteristiche ben definite che dipendono dalla massa in movimento, dall'energia e dalla frequenza che gli si forniscono. In particolare (senza scendere troppo nel dettaglio) ogni oscillatore ha una frequenza di risonanza alla quale se si da energia questo comincierÃ* a oscillare con movimenti sempre più ampi all'infinito con conseguenze drammaticamente prevedibili! Ora per ovviare a questo scomodo inconveniente, e soprattutto per permette al trasduttore di avere un'elevata velocitÃ* di risposta, l'ap deve essere opportunamente "smorzato", principalmente tramite le sospensioni che abbiamo visto nella prima parte. Detto questo basterebbe tenere la frequenza di risonanza il più lontano possibile dalla gamma di freqeunze udibile dall'orecchio umano (che ricordiamo va da circa 20Hz a circa 20.000Hz in maniera non lineare) e staremo apposto! Il problema è che questo non si può fare e oltretutto più smorziamo un cono e più l'ap farÃ* fatica a "stare dietro" al segnale che risulterÃ* in ritardo (si dice "sfasato") rispetto alla sorgente.Per ovviare a tutti questi problemi si cerca di costruire una serie di ap con caratteristiche adatte a riprodurre solo una certa gamma di frequenze. Normalmente gli impianti hanno 3 o 4 tipi di ap predisposti a gestire le rispettive frequenze: - Gamma alta: Tweeter e Supertweeter (4kHz-40kHz) - Gamma media: Mid-range (800Hz-4kHz) - Gamma bassa: Woofer (250Hz-800Hz) - Gamma sub: Sub-woofer (20Hz-250Hz) Non sempre però si può montare un 3 vie nella parte anteriore e quindi si opta per un due vie composto da un tweeter che riesce a scendere bene di frequenza e un mid-range che va a incrociarsi con il sub (chiamato mid-woofer). Ma come fare a capire che tipo di ap stiamo montando? E' molto semplice: si guarda la risposta in frequenza. Ogni ap viene infatti corredato da una scheda tecnica che mostra un grafico come quello in figura (che per la cronaca si riferisce al mid-woofer RES 170 VRKO): ![]() Prima di vedere come si legge un grafico di risposta in frequenza vediamo un po' come si produce. Innanzitutto si prende l'ap che vogliamo testare e si posiziona in maniera che varia da trasduttore a trasduttore: generalmente i mid-woofer vengono testati montati su un pannello aperto. Poi si fornisce all'ap una potenza di 1W e si pone un rilevatore di pressione acustica a distanza di 1 metro dal trasduttore e al variare della frequenza si misurano i dB emessi. Quì mi preme ricordare che la misura dei dB è in scala logaritmica quindi -3dB di pressione vogliono dire un dimezzamento dell'emissione sonora! Ora passiamo ad analizzare il grafico. In questo, come nella maggior parte dei grafici di risposta abbiamo anche segnalata l'impedenza dell'ap che sarebbe la resistenza che questo offre alla corrente al variare della frequenza, ma ne parleremo più tardi quando analizzeremo le caratteristiche elettromeccaniche di un trasduttore. Sui due assi verticali abbiamo appunto la pressione misurata in dB SPL (che sta per Sound Pressure Level) e l'impedenza in Ohm, mentre sulle ordinate abbiamo la frequenza da 20Hz a 20kHz. La cosa che salta subito all'occhio è l'impennata dell'impedenza in corrispondenza di una determinata freqeunza che è proprio il punto in cui l'ap va in risonanza. Far lavorare un'ap in "gamma utile" vuol dire cercare di "tagliarlo" in modo tale da fargli arrivare il segnale con frequenze comprese tra la frequenza di risonanza e il punto del grafico in cui il trasduttore comincia a non rispondere più al segnale ovvero il punto in cui la curva inizia improvvisamente a scendere (in questo caso intorno ai 5kHz). In questo modo l'ap darÃ* il suo meglio suonando senza distorsioni e senza rischi di rotture. Come dite? Vi siete rotti voi? Ma cooome! Dai che abbiamo quasi finito! Adesso sapete cos'è un trasduttore, come funziona, come si sceglie ma probabilmente prendendo in mano il data-sheet di un'ap rimarrete un po' interdetti difronte ad un sfilza di signe di dubbio gusto che stanno lì vicino al ben più simpatico grafico di risposta in frequenza. Andiamo ad analizzare almeno le principali:MMd: indica la massa espressa in grammi dell'equipaggio mobile Z: è il valore dell'impedenza nominale. Quì bisogna aprire una parentesi: gli ap vengono in genere suddivisi in fasce di impedenza: 2 Ohm, 3Ohm, 4 Ohm, 8Ohm e via dicendo. Questo farebbe supporre che la resistenza offerta alla corrente che passa nelal bobina è sempre la stessa. Invece come abbiamo visto nel grafico di risposta in freqeunz anon è così ma ha un'andamento curvilineo con un picco in corrispendenza della risonanza. Il termine "impedenza" indica appunto la resistenza offerta ad una determinata frequenza. Re: resistenza effettiva della bobina mobile. Qts: fattore di merito totale in aria libera. Questo verrÃ* analizzato nelal parte pratica quando parleremo dei montaggi dei sub-woofer. Per ora vi basti sapere che un'elevato Qts indica che l'ap lavora bene in cassa chiusa, mentre un basso Qts indica che lavorerÃ* al meglio in configurazioni bass-reflex. BxL: indica la forza del campo creato dal magnete. Generalmente più è alto + l'ap è efficiente. VAS: volume euqivalente. Tecnicamente è il volume d'aria avente la stessa cedevolezza delle sospensioni dell'ap. In pratica più è alto più litri di aria servono affinchè il trasduttore lavori bene. CMS: cedevolezza meccanica delle sospensioni. Si misura in metri su Newton. X-max: massima escursione lineare del cono in un solo senso. Indica di quando il cono si può spostare in avanti prima che la bobina mobile esca dal campo magnetico. Pmax: potenza termica massima standard. Indica la potenza assorbibile dalla bobina mobile prima che cominci....... a fondere! Espressa in watt RMS.SensibilitÃ*: indica il rapposto massimo tra pressione sonora e tensione applicata ai morsetti. Più è alto più l'ap è efficiente. Se siete arrivati fin quì senza saltare nulla siete davvero bravi! Ora sapete meglio come si fa a sceglie l'ap giusto per i nostri gusti e quello adatto a riprodurre determinate frequenze. Ma come facciamo a inviare al trasduttore le frequenze giuste? Domanda lecita. Ci viene in aiuto un componente che abbiamo fin quì nominato molte volte: il crossover. Ne parleremo alla prossima puntata!
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